Othman Bayyumi inizia la carriera di impiegato statale al livello più basso, quello di aiuto archivista, ma è determinato a conquistare la posizione di direttore generale del ministero e a questo scopo intende dedicare tutte le proprie energie. La sua divorante ambizione, vissuta con il fanatismo di una religione del potere (e del rispetto che il potere conferisce a chi lo detiene), sarà l'altare a cui, in una lucida ed esasperata corsa, immolare gli affetti, gli amori, gli svaghi. A chi voglia sollevarsi dalla povertà in cui è nato e vissuto da sempre, per poter abbandonare il misero quartiere di periferia, non è concesso il lusso di alcuna distrazione: né l'amicizia, né l'amore pertanto avranno spazio nella vita di Othman, ma soltanto una tenace dedizione, una ferrea volontà di scalare le gerarchie. Con sapienti pennellate la narrazione di Mahfuz dipinge la surreale psicologia di un uomo la cui ossessione costituisce il vero centro dell'esistenza, il nodo intorno al quale, con disperata ostinazione, la sua vita di solitudine acquista il senso di un sacrificio volontario, di un sogno inutile

Un uomo da rispettare

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